Quando si pensa alla prima visita dal dentista, vengono subito in mente il controllo dei denti, l’osservazione delle gengive e gli eventuali esami diagnostici. Esiste però una fase altrettanto importante, che precede la valutazione clinica: l’anamnesi odontoiatrica. Si tratta di un colloquio durante il quale il dentista raccoglie informazioni sullo stato di salute generale, sulle abitudini quotidiane e sui precedenti trattamenti odontoiatrici del paziente. Presso lo Studio Minniti Moro di Sassari, questo momento rappresenta il primo passo per conoscere la persona, comprendere le sue esigenze e individuare eventuali condizioni che potrebbero influenzare il percorso di cura.
Durante la Visita odontoiatrica a Sassari, lo Studio Minniti Moro dedica attenzione alla raccolta delle informazioni cliniche, al dialogo con il paziente e alla valutazione delle sue necessità. Comprendere cosa viene richiesto durante l’anamnesi odontoiatrica permette di affrontare l’appuntamento con maggiore consapevolezza, soprattutto quando non si effettua un controllo da molto tempo. Sapere perché il dentista pone determinate domande, quali informazioni è importante comunicare e come queste vengono utilizzate aiuta a comprendere che la salute della bocca è strettamente collegata alla salute generale dell’organismo.

Cosa Si Intende Per Anamnesi Odontoiatrica E Qual È Il Suo Ruolo Nella Prima Visita?
L’anamnesi odontoiatrica è il processo attraverso il quale il dentista raccoglie informazioni sulla storia medica e odontoiatrica del paziente. Non consiste semplicemente nella compilazione di un questionario, ma rappresenta un vero momento di conoscenza, fondamentale per comprendere le condizioni della persona prima di procedere con eventuali esami o trattamenti.
Durante la prima visita, il dentista non deve limitarsi a osservare i denti. È importante conoscere anche le condizioni di salute generale, perché alcune malattie, terapie farmacologiche o particolari situazioni cliniche possono influenzare la salute orale e le modalità con cui vengono eseguite le cure.
Una persona che soffre di diabete, per esempio, potrebbe presentare una maggiore predisposizione ad alcune problematiche gengivali, soprattutto quando la malattia non è adeguatamente controllata. Allo stesso modo, chi assume determinati farmaci potrebbe necessitare di precauzioni specifiche prima di un trattamento chirurgico.
L’anamnesi odontoiatrica consente quindi di raccogliere informazioni utili a individuare eventuali fattori di rischio e a personalizzare il percorso diagnostico e terapeutico.
Generalmente vengono approfonditi diversi aspetti:
- Le condizioni generali di salute e le eventuali malattie diagnosticate.
- I farmaci assunti regolarmente o occasionalmente.
- Le allergie conosciute e le precedenti reazioni a medicinali.
- Gli interventi chirurgici e i trattamenti odontoiatrici effettuati.
- Le abitudini quotidiane che possono influenzare la salute della bocca.
- I sintomi attuali e le motivazioni che hanno portato a richiedere la visita.
Queste informazioni vengono raccolte attraverso domande specifiche e, quando previsto, mediante un questionario compilato dal paziente.
È importante sottolineare che non esistono risposte giuste o sbagliate. Lo scopo non è giudicare le abitudini della persona, ma comprendere quali elementi potrebbero avere rilevanza clinica.
Anche informazioni apparentemente secondarie possono essere importanti. Un paziente potrebbe non ritenere necessario comunicare l’assunzione occasionale di un medicinale oppure una reazione avuta molti anni prima durante un trattamento. In realtà, il dentista deve poter valutare tutti gli elementi potenzialmente significativi.
Per questo motivo, l’anamnesi odontoiatrica costituisce una parte integrante della prima visita e contribuisce a costruire un rapporto basato sulla fiducia, sulla comunicazione e sulla conoscenza delle condizioni individuali.
Che Cos’è La Cartella Anamnestica Odontoiatrica E Quali Informazioni Contiene?
La cartella anamnestica odontoiatrica è il documento nel quale vengono raccolte e registrate le informazioni riguardanti la storia clinica del paziente. Rappresenta una parte della documentazione sanitaria utilizzata dallo studio dentistico per conoscere le condizioni della persona e seguire nel tempo l’evoluzione del suo percorso di cura.
Molti pazienti si chiedono perché, durante il primo appuntamento, venga richiesto di compilare un modulo contenente domande che sembrano non avere un collegamento diretto con i denti.
La ragione è semplice: la salute orale non può essere valutata separatamente dalla salute generale.
La cartella anamnestica può contenere informazioni relative a patologie cardiovascolari, diabete, disturbi della coagulazione, allergie, terapie farmacologiche e precedenti interventi chirurgici.
A queste informazioni si aggiungono quelle più strettamente odontoiatriche, come la presenza di trattamenti precedenti, eventuali estrazioni, problemi gengivali, restauri dentali, interventi implantari o episodi ricorrenti di dolore.
L’anamnesi odontoiatrica permette inoltre di raccogliere informazioni sulle abitudini quotidiane. Il consumo di tabacco, per esempio, può influenzare la salute dei tessuti gengivali e i processi di guarigione.
Anche alcuni comportamenti apparentemente innocui, come stringere frequentemente i denti durante la giornata, possono essere rilevanti per individuare possibili disturbi della masticazione.
È importante distinguere la cartella anamnestica dalla cartella clinica odontoiatrica nel suo complesso.
La prima riguarda principalmente la raccolta della storia medica e delle informazioni personali rilevanti per le cure. La cartella clinica può comprendere anche le osservazioni effettuate durante le visite, le diagnosi, gli esami, i trattamenti eseguiti e gli aggiornamenti successivi.
I dati sanitari contenuti in questi documenti devono essere trattati nel rispetto delle disposizioni sulla riservatezza e sulla protezione dei dati personali.
Un aspetto fondamentale riguarda l’aggiornamento delle informazioni. La cartella anamnestica non dovrebbe essere considerata un documento da compilare una sola volta e poi dimenticare.
Nel corso degli anni, infatti, possono cambiare le condizioni di salute, i farmaci assunti o le esigenze del paziente.
Durante gli appuntamenti successivi, il dentista può quindi chiedere se siano intervenute modifiche rispetto alle informazioni iniziali.
Una cartella anamnestica accurata e aggiornata aiuta il professionista a effettuare valutazioni cliniche basate sulla situazione reale della persona, contribuendo a rendere più consapevole ogni decisione terapeutica.
Quali Domande Fa Il Dentista Durante L’Anamnesi Odontoiatrica?
Una delle principali preoccupazioni di chi affronta la prima visita riguarda le domande che potrebbero essere poste dal dentista. Alcune persone temono di non ricordare tutte le informazioni richieste, mentre altre non comprendono perché sia necessario parlare di condizioni mediche apparentemente estranee alla salute della bocca.
In realtà, l’anamnesi odontoiatrica segue un percorso abbastanza semplice. Le domande vengono formulate per raccogliere informazioni utili e comprendere se esistano particolari condizioni da considerare durante la valutazione clinica.
Il dentista potrebbe iniziare chiedendo quale sia il motivo della visita. Il paziente potrebbe aver notato una sensibilità dentale, un sanguinamento gengivale, un cambiamento nell’aspetto del sorriso oppure desiderare semplicemente un controllo.
Successivamente vengono approfonditi gli aspetti relativi alla salute generale.
Tra le domande più frequenti possono esserci:
- Soffri di malattie cardiovascolari, diabete o altre patologie croniche?
- Assumi medicinali con regolarità?
- Hai allergie conosciute a farmaci o altre sostanze?
- Hai subito interventi chirurgici importanti?
- Hai avuto reazioni particolari durante precedenti cure odontoiatriche?
- Hai mai avuto problemi di sanguinamento o difficoltà di guarigione?
- Hai notato dolore, sensibilità o sanguinamento delle gengive?
- Fumi oppure hai fumato in passato?
In determinate situazioni, il professionista potrebbe chiedere informazioni anche su una gravidanza, su eventuali terapie mediche recenti o su condizioni che richiedono una particolare attenzione.
Le domande vengono adattate alla situazione specifica e non tutti i pazienti ricevono necessariamente lo stesso questionario.
L’anamnesi odontoiatrica comprende anche una parte dedicata alle precedenti esperienze dal dentista.
Sapere se una persona abbia già affrontato cure complesse, se abbia avuto difficoltà con l’anestesia locale oppure se provi una particolare ansia durante gli appuntamenti permette di organizzare il percorso con maggiore attenzione.
Un paziente che ha vissuto un’esperienza dolorosa, per esempio, potrebbe affrontare la visita con apprensione. Comunicarlo apertamente consente al dentista di comprendere meglio le sue preoccupazioni.
È importante ricordare che non bisogna nascondere informazioni per paura di essere giudicati. Anche quando una persona non segue regolarmente le indicazioni di prevenzione o non si sottopone a controlli da molto tempo, è utile parlarne con sincerità.
Le risposte raccolte durante la prima visita costituiscono infatti uno strumento clinico, non una valutazione delle scelte personali.
Il loro obiettivo è permettere al dentista di conoscere il paziente e individuare un approccio adeguato alle sue condizioni di salute e alle sue necessità.
Perché È Importante Comunicare Farmaci, Allergie E Malattie Prima Delle Cure Dentali?
Alcuni pazienti pensano che il dentista debba conoscere soltanto i problemi che interessano i denti e le gengive. In realtà, diverse condizioni mediche possono avere conseguenze sulla salute orale oppure richiedere particolari precauzioni durante determinati trattamenti.
Per questo motivo, una parte fondamentale dell’anamnesi odontoiatrica riguarda i medicinali assunti, le allergie conosciute e le eventuali patologie già diagnosticate.
Un esempio importante è rappresentato dai farmaci anticoagulanti e antiaggreganti, utilizzati da alcune persone per prevenire o trattare determinate condizioni cardiovascolari.
Questi medicinali possono influenzare la gestione del sanguinamento durante alcuni interventi odontoiatrici. Il dentista deve quindi conoscere la terapia seguita dal paziente per valutare le precauzioni appropriate.
Non bisogna mai sospendere autonomamente un farmaco prima di una visita o di un intervento dentistico. Un’eventuale modifica della terapia deve essere valutata dai medici competenti, considerando i rischi legati sia al trattamento odontoiatrico sia alla condizione generale.
Anche il diabete rappresenta un’informazione importante. Quando il controllo glicemico non è adeguato, possono aumentare alcuni rischi legati alle infezioni, alle infiammazioni gengivali e alla guarigione dei tessuti.
Il dentista potrebbe quindi chiedere informazioni sulla gestione della malattia e, in determinate circostanze, ritenere opportuno un confronto con il medico curante.
Un’altra categoria da considerare comprende i medicinali utilizzati per alcune patologie ossee o oncologiche, come gli antiriassorbitivi. In presenza di determinate terapie, soprattutto quando sono previsti interventi chirurgici, possono essere necessarie valutazioni specifiche.
L’anamnesi odontoiatrica permette inoltre di individuare eventuali allergie o reazioni avverse avute in passato.
È importante riferire episodi precedenti, indicando possibilmente il medicinale coinvolto, i sintomi manifestati e le eventuali valutazioni mediche ricevute.
Non tutte le reazioni sono vere allergie: distinguere un’allergia da un effetto indesiderato richiede una valutazione appropriata.
Anche alcune malattie cardiovascolari, respiratorie o immunitarie possono richiedere accorgimenti particolari, senza che ciò significhi necessariamente dover rinunciare alle cure dentali.
Le informazioni vengono utilizzate dal professionista per valutare la situazione e scegliere il percorso più appropriato.
Le raccomandazioni cliniche in odontostomatologia del Ministero della Salute rappresentano un riferimento per comprendere l’importanza di una corretta valutazione diagnostica e della gestione dei fattori di rischio durante le cure odontoiatriche.
Una comunicazione completa tra paziente e dentista contribuisce quindi a rendere la pianificazione dei trattamenti più attenta alle condizioni individuali, evitando decisioni basate su informazioni incomplete.
Come Prepararsi Alla Prima Visita E Quali Documenti Portare Per L’Anamnesi Odontoiatrica?
Prepararsi alla prima visita odontoiatrica non significa dover seguire procedure complicate. Nella maggior parte dei casi è sufficiente raccogliere alcune informazioni utili sulla propria salute e presentarsi all’appuntamento con la disponibilità a raccontare eventuali sintomi, precedenti cure o problematiche riscontrate.
Per rendere più semplice l’anamnesi odontoiatrica, può essere utile preparare in anticipo un elenco aggiornato dei medicinali assunti.
L’elenco dovrebbe comprendere non soltanto i farmaci prescritti per patologie croniche, ma anche quelli utilizzati occasionalmente, gli integratori e gli eventuali prodotti acquistati senza prescrizione.
Alcune persone, soprattutto quando assumono diversi medicinali, possono avere difficoltà a ricordarne il nome esatto o il dosaggio. In questi casi è utile portare con sé la documentazione della terapia oppure un elenco scritto.
Anche i referti relativi a condizioni mediche importanti possono essere utili, soprattutto quando il paziente ha affrontato recentemente interventi chirurgici, ricoveri o valutazioni diagnostiche pertinenti alle cure odontoiatriche.
Non è necessario presentarsi con tutta la documentazione sanitaria accumulata negli anni. È preferibile selezionare le informazioni rilevanti e chiedere al dentista quali documenti siano effettivamente necessari.
Un’altra precauzione consiste nel ricordare le eventuali reazioni manifestate durante precedenti trattamenti.
Se in passato si sono verificati episodi di gonfiore, difficoltà respiratorie, eruzioni cutanee o altre reazioni dopo l’assunzione di farmaci, è opportuno riferirli con precisione.
Per quanto riguarda i precedenti odontoiatrici, possono essere utili radiografie o referti recenti, quando disponibili. Il dentista valuterà se siano sufficienti oppure se occorrano nuovi accertamenti sulla base delle necessità cliniche.
Prima dell’appuntamento può essere utile anche riflettere sui sintomi eventualmente presenti:
- Da quanto tempo è comparso il fastidio?
- Il dolore si manifesta spontaneamente o durante la masticazione?
- La sensibilità compare con alimenti caldi o freddi?
- Le gengive sanguinano durante lo spazzolamento?
- Sono presenti difficoltà ad aprire la bocca oppure rumori mandibolari?
Queste osservazioni aiutano a descrivere meglio la situazione durante il colloquio.
È invece sconsigliato cercare di formulare autonomamente una diagnosi attraverso informazioni trovate online oppure iniziare terapie farmacologiche senza indicazione medica.
Un dolore dentale, per esempio, può avere cause differenti e richiede una valutazione clinica per essere interpretato correttamente.
L’anamnesi odontoiatrica non richiede una preparazione tecnica, ma informazioni sincere e possibilmente precise.
Nel caso in cui il paziente non ricordi un dato oppure abbia dubbi su un trattamento eseguito anni prima, è sufficiente comunicarlo al professionista.
Non conoscere una risposta è preferibile rispetto a fornire un’informazione inesatta.
Come Si Svolge La Prima Visita Dopo La Compilazione Dell’Anamnesi Odontoiatrica?
Una volta raccolte le informazioni sulla storia clinica del paziente, il dentista può procedere con la valutazione del cavo orale. Questa fase permette di integrare ciò che è stato raccontato durante il colloquio con quanto viene osservato attraverso l’esame clinico e gli eventuali strumenti diagnostici.
L’anamnesi odontoiatrica rappresenta quindi il punto di partenza di un percorso più ampio, nel quale ogni informazione contribuisce a comprendere lo stato di salute della persona.
Presso lo Studio Minniti Moro di Sassari, il percorso della prima visita comprende l’accoglienza, la raccolta delle informazioni anamnestiche e la valutazione con il medico.
Durante l’appuntamento possono essere utilizzati strumenti diagnostici come la radiografia panoramica e lo scanner intraorale, secondo le necessità del singolo caso.
La radiografia panoramica consente di ottenere una visione complessiva delle strutture dentali e ossee, mentre la scansione intraorale permette di acquisire una rappresentazione digitale delle superfici della bocca.
L’esecuzione degli esami radiografici deve essere sempre giustificata dalle esigenze cliniche e non rappresenta un passaggio automaticamente necessario per ogni paziente.
Durante il controllo, il dentista osserva lo stato dei denti, delle gengive e dei tessuti della bocca, valutando eventuali segni di carie, infiammazione o alterazioni della masticazione.
Le informazioni raccolte durante l’anamnesi odontoiatrica permettono di interpretare questi elementi considerando anche la situazione generale della persona.
Per esempio, in presenza di sanguinamento gengivale, il dentista può valutare le condizioni dei tessuti e approfondire eventuali fattori di rischio.
Il sanguinamento non dovrebbe essere considerato automaticamente normale, soprattutto quando si presenta frequentemente.
Anche un sintomo apparentemente semplice può richiedere un approfondimento per identificare correttamente la causa.
La visita può comprendere inoltre una valutazione delle precedenti ricostruzioni, delle protesi presenti e di eventuali segni di usura dentale.
Se il paziente riferisce difficoltà nella masticazione, tensione muscolare o frequenti mal di testa, il professionista può decidere di approfondire alcuni aspetti funzionali.
Al termine della valutazione viene spiegata la situazione clinica riscontrata e, quando necessario, viene definito un piano di cura personalizzato.
L’obiettivo è permettere al paziente di comprendere quali condizioni richiedano attenzione, quali accertamenti siano necessari e quali possibilità terapeutiche possano essere considerate.
Non tutte le prime visite portano alla necessità di effettuare un trattamento. In alcune situazioni può essere sufficiente programmare controlli periodici e mantenere corrette abitudini di prevenzione.
L’elemento fondamentale è che ogni decisione venga presa sulla base delle condizioni effettive del paziente, evitando soluzioni standardizzate o interventi non necessari.
Si Può Fare Una Visita Odontoiatrica Se Non Si Conosce La Propria Storia Clinica?
Non tutti i pazienti conoscono con precisione la propria storia medica. Alcune persone non ricordano il nome di un farmaco assunto molti anni prima, altre hanno affrontato interventi chirurgici durante l’infanzia oppure non possiedono più la documentazione relativa a precedenti trattamenti.
Queste situazioni sono piuttosto comuni e non devono diventare un motivo per rimandare il controllo odontoiatrico.
L’anamnesi odontoiatrica è infatti un processo di raccolta e verifica delle informazioni, non un esame nel quale il paziente deve dimostrare di conoscere ogni dettaglio della propria salute.
Quando un’informazione non è disponibile, è importante dichiararlo apertamente.
Il dentista potrà valutare se il dato sia indispensabile per procedere oppure se sia necessario recuperarlo attraverso il medico curante, uno specialista o la documentazione sanitaria.
Un esempio riguarda le persone che non ricordano quale medicinale abbiano assunto in occasione di una precedente reazione allergica.
In questa situazione, attribuire il problema a un farmaco scelto casualmente potrebbe creare confusione.
È preferibile descrivere ciò che si ricorda, come i sintomi comparsi, il periodo in cui si è verificato l’episodio e l’eventuale intervento medico ricevuto.
Lo stesso principio vale per le terapie farmacologiche.
Se non si ricorda il nome di un medicinale, non bisogna inventarlo né sospenderlo autonomamente. È possibile recuperare successivamente l’informazione attraverso la prescrizione o il medico che segue la terapia.
L’anamnesi odontoiatrica può inoltre essere particolarmente utile per chi torna dal dentista dopo molti anni.
Una persona che non si sottopone a controlli da tempo potrebbe avere difficoltà a ricostruire la propria storia odontoiatrica oppure provare imbarazzo per le condizioni della bocca.
In questi casi è importante comprendere che il colloquio iniziale non ha lo scopo di attribuire responsabilità.
Il dentista deve valutare la situazione attuale e raccogliere gli elementi necessari per definire un percorso di prevenzione o trattamento.
Se il paziente ha dimenticato un’informazione importante e la ricorda soltanto dopo l’appuntamento, è opportuno comunicarla allo studio appena possibile, soprattutto quando potrebbe influenzare un trattamento programmato.
Le informazioni cliniche possono infatti essere aggiornate e integrate nel tempo.
È importante anche evitare di affidarsi esclusivamente ad autovalutazioni o questionari reperiti online per stabilire se una determinata condizione medica sia compatibile con una cura odontoiatrica.
La valutazione del rischio deve essere effettuata dal professionista, eventualmente con il coinvolgimento degli altri medici che seguono il paziente.
Una storia clinica incompleta non impedisce necessariamente di effettuare una prima valutazione, ma alcune procedure potrebbero dover essere rinviate fino all’acquisizione delle informazioni indispensabili.
La sincerità e la collaborazione rappresentano quindi gli strumenti più importanti per rendere utile l’anamnesi odontoiatrica anche quando non si dispone di tutta la documentazione.
Perché L’Anamnesi Odontoiatrica È Importante Anche Per La Prevenzione E I Controlli Successivi?
Spesso l’anamnesi viene associata esclusivamente alla prima visita. In realtà, la raccolta delle informazioni cliniche conserva la propria importanza anche durante gli appuntamenti successivi, soprattutto quando il paziente inizia nuove terapie, sviluppa una condizione medica oppure manifesta sintomi precedentemente assenti.
L’anamnesi odontoiatrica non dovrebbe quindi essere considerata una semplice formalità amministrativa, ma uno strumento che accompagna il paziente durante il suo percorso di cura.
La salute generale può cambiare nel corso del tempo. Una persona che durante la prima visita non assumeva medicinali potrebbe iniziare successivamente una terapia farmacologica continuativa.
Allo stesso modo, potrebbero comparire nuove allergie, essere diagnosticate malattie croniche o verificarsi eventi che richiedono una rivalutazione delle condizioni cliniche.
Comunicare questi cambiamenti permette al dentista di mantenere aggiornate le informazioni e considerarle prima di effettuare nuovi trattamenti.
L’anamnesi odontoiatrica assume particolare importanza anche nella prevenzione delle malattie gengivali.
Alcuni fattori, come il fumo, il diabete non adeguatamente controllato e le abitudini di igiene orale, possono influenzare il rischio di sviluppare problematiche parodontali.
Conoscere questi aspetti permette di valutare meglio la situazione e personalizzare le indicazioni preventive.
Un paziente che presenta frequenti episodi di sanguinamento gengivale, per esempio, potrebbe necessitare di una valutazione approfondita e di un percorso di igiene professionale adeguato alle condizioni dei tessuti.
La frequenza dei controlli non dovrebbe essere identica per tutti, ma definita considerando il rischio individuale e le condizioni cliniche.
È importante ricordare che la prevenzione non consiste soltanto nella pulizia quotidiana dei denti, ma comprende anche controlli periodici e la capacità di riconoscere tempestivamente eventuali cambiamenti.
Chi desidera comprendere meglio quando programmare un controllo può trovare indicazioni utili sul momento appropriato per effettuare la prima visita dal dentista, considerando l’età e le diverse esigenze di salute orale.
Un altro aspetto riguarda i bambini, per i quali l’anamnesi odontoiatrica viene generalmente raccolta con il supporto dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.
In questo caso, oltre alle condizioni generali di salute, possono essere importanti informazioni sullo sviluppo, sulle abitudini orali e su eventuali difficoltà riscontrate durante la crescita.
La prima visita dal dentista per bambini rappresenta anche un’occasione per conoscere le esigenze del piccolo paziente e favorire un rapporto sereno con le cure odontoiatriche.
Per gli adulti e per i bambini, l’obiettivo rimane lo stesso: conoscere la persona e adattare le valutazioni cliniche alle sue necessità.
Aggiornare le informazioni sulla propria salute durante i controlli successivi contribuisce a mantenere una documentazione accurata e permette al dentista di seguire il paziente con maggiore continuità.
Anamnesi Odontoiatrica: Il Primo Passo Per Una Cura Personalizzata A Sassari
L’anamnesi odontoiatrica rappresenta una fase fondamentale della prima visita dal dentista perché permette di conoscere non soltanto le condizioni della bocca, ma anche gli aspetti della salute generale che possono influenzare le cure.
Attraverso il colloquio iniziale, la raccolta delle informazioni mediche e l’eventuale consultazione della documentazione sanitaria, il dentista può individuare fattori di rischio, valutare le precauzioni necessarie e pianificare gli accertamenti più appropriati.
Essere sinceri riguardo ai farmaci assunti, alle allergie, alle patologie e alle precedenti esperienze odontoiatriche rappresenta un contributo importante alla propria salute.
Presso lo Studio Minniti Moro di Sassari, la prima visita comprende un percorso di conoscenza del paziente, valutazione clinica e pianificazione personalizzata. L’utilizzo delle tecnologie diagnostiche disponibili e il dialogo con il medico contribuiscono a costruire un quadro delle condizioni individuali.
Comprendere il significato dell’anamnesi odontoiatrica aiuta ad affrontare la prima visita con maggiore tranquillità, sapendo che ogni domanda ha un obiettivo preciso: raccogliere le informazioni necessarie per individuare un percorso di cura consapevole, attento e adeguato alle esigenze della persona.








